Contaballe/“Arianna”
Cara Cinema Fermo Posta,
mi arrovello dai tempi dell’università sul problema di un’amica contaballe cronica, che ci ha raccontato e continua a raccontarci ancora un sacco di bugie su imprese e amicizie improbabili che corrono su un binario della sua vita a noi parallelo e irraggiungibile. Sappiamo tutti che è borderline, persino la su’ sorella si è arresa all’evidenza, ma le sue bugie sono sottratte alla verifica perché a quell’universo parallelo – ammesso che esista – lei non ci ha dato mai accesso perché – dice lei – quello è un giro di gente estraneo al nostro mondo e alle nostre abitudini… Suggeriscimi un film, e non dirmi “Il Barone di Münchausen” di Terry Gilliam perché quello me lo sono già detto da sola!!!
Minnie Marmotta
Cara Minnie Marmotta,
oltre a esserti scelta uno pseudonimo stupendo, ti eri già trovata una cura da te: ma sappiamo quanto questo genere di autonomia possa essere pericolosa. Hai fatto bene, dunque, ad affidarti a me, una specialista, che dopo averci pensato bene ha deciso per una prescrizione cinematograficamente, ma pure temporalmente, molto lontana dal Barone di quel geniaccio di Terry Gilliam. Dobbiamo infatti tornare indietro al 1957 per rimediarti un farmaco che, te lo garantisco, a tutt’oggi non è obsoleto: “Arianna” (“Love in the Afternoon”) di Billy Wilder. In questa commedia sofisticata, che è poi il film di Wilder che mi ricorda più il suo maestro Lubitsch, Arianna Chavasse (Audrey Hepburn) è la figlia di un investigatore privato, Claude Chavasse (Maurice Chevalier), in una Parigi di cartone, quasi fiabesca, che si affaccia soltanto dalle finestre. Tutta l’azione si svolge infatti tra la casa di Arianna e suo padre e la suite 14 del Ritz occupata dal leggendario dongiovanni Frank Flannagan (Gary Cooper). Un film così è una gioia per gli occhi, le orecchie e il cervello, considerate la bellezza e l’eleganza degli attori, dei costumi, delle musiche e più di tutto della scrittura, ironica e geniale. La mia preferenza di cinefila sentimentale va senza dubbio al personaggio di Chevalier – ma anche a Chevalier stesso – e alle battute a lui affidate, un po’ a tutto ciò che concerne la sua visione del mondo dal punto di vista di “occhio privato”; ma praticamente ogni scena di questo film è una chicca. Ho pure avuto la fortuna di vedere “Arianna” una volta su grande schermo, a Parigi, e là, nella piccola sala di un cinemino d’essai, sono stata definitivamente rapita dal suo incanto. Ma perché l’ho scelto proprio per te, Minnie Marmotta? Perché proprio la protagonista del film, Arianna, è una leggendaria, epica, impunita contaballe! Millantare le sue relazioni con innumerevoli uomini è infatti la sua strategia per fingersi al passo di Frank Flannagan, suo unico amante nella realtà, e far innamorare così il navigato seduttore. Lui ci cascherà con tutte le scarpe, senza rinsavire… Spero che questa storia, cara Minnie, ti aiuti ad accettare le balle come parte della vita, e a non fissarti sulla verifica di cui vagheggi: non ne vale la pena!
Con affetto,
Tua Cinema Fermo Posta



Metto sempre in lista per quando avrò tempo di guardare film...speriamo presto!
Amo adoro venero idolatro ogni singolo fotogramma di quel film. Scelta perfetta! Applausi!